Lavorare come autonomo a Monaco: autorizzazione, RCI e contributi
Avviare un'attività autonoma a Monaco: autorizzazione ministeriale o dichiarazione, iscrizione al RCI, numero NIS, IVA e contributi forfettari CAMTI-CARTI.

In breve
- Cosa apre l'attività
- Un'autorizzazione ministeriale (stranieri) o una dichiarazione (monegaschi)
- Autorità competente
- Direction du Développement Économique, 9 rue du Gabian
- Iscrizione al RCI
- Obbligatoria per le attività commerciali; non per professioni civili e artigiani
- Copertura sociale
- CAMTI + CARTI, contributi forfettari trimestrali
- Contributo CAMTI
- 1.101 € a trimestre (esercizio 2025-2026)
A Monaco non ci si registra: si viene autorizzati
È il punto che sorprende quasi tutti gli autonomi che arrivano dall'Italia o dalla Francia: a Monaco non ci si dichiara lavoratori indipendenti, si ottiene il permesso di esserlo. Non esiste alcun regime semplificato, nessun portale che consenta di iniziare a fatturare in giornata, nessuno status di micro-impresa. Finché il Ministro di Stato non ha rilasciato il titolo corrispondente, esercitare un'attività autonoma sul territorio monegasco è illegale.
Quello che segue è il percorso reale, nell'ordine in cui si svolge, con le amministrazioni che presidiano ogni passaggio. Vanno messi in conto da uno a tre mesi, non un pomeriggio.
Autorizzazione o dichiarazione: la legge n. 1.144
Il quadro è fissato dalla legge n. 1.144 del 26 luglio 1991 sull'esercizio di determinate attività economiche e giuridiche, che distingue due percorsi:
- I cittadini monegaschi depositano una dichiarazione di attività, indicando le attività previste, la data di inizio e il locale di esercizio. La ricevuta viene rilasciata entro quindici giorni; trascorso tale termine si considera rilasciata di diritto.
- I cittadini stranieri — la grande maggioranza degli autonomi del Principato — devono ottenere un'autorizzazione all'esercizio firmata dal Ministro di Stato. L'istruttoria si conclude entro 45 giorni, prorogabili a 90 per le pratiche complesse.
In entrambi i casi ogni cambiamento di attività, di locale o di titolare comporta una nuova pratica. E un'attività rimasta oltre sei mesi senza essere esercitata, senza motivo legittimo, può vedersi sospendere il titolo: l'autorizzazione non è un bene da mettere da parte.
La pratica si deposita alla Direction du Développement Économique, ex Direction de l'Expansion Économique, rinominata il 30 marzo 2023. L'elemento più selettivo del fascicolo non è il titolo di studio né il piano d'impresa: è il locale professionale monegasco, da documentare con un contratto di locazione, una convenzione di occupazione precaria o un contratto di domiciliazione. Si vedano la guida alla domiciliazione d'impresa e quella su uffici e centri d'affari.
Le sei tappe dopo l'accordo di principio
Ottenuta l'autorizzazione o la ricevuta, la registrazione procede amministrazione per amministrazione.
| # | Tappa | Dove | Contatto |
|---|---|---|---|
| 1 | Domiciliazione dell'attività | Direction du Développement Économique, 9 rue du Gabian (2° piano) | (+377) 98 98 98 98 — mbo@gouv.mc |
| 2 | Iscrizione al RCI (solo attività commerciali) | DDE — ufficio RCI | (+377) 98 98 98 02 — contact.rci@gouv.mc |
| 3 | Attribuzione del numero NIS | IMSEE, 9 rue du Gabian (1° piano) | (+377) 98 98 98 88 — imsee@gouv.mc |
| 4 | Dichiarazione di esistenza al fisco | Direction des Services Fiscaux, Division des Taxes, 57 rue Grimaldi | (+377) 98 98 81 21 |
| 5 | Adesione CAMTI-CARTI | Caisses Sociales, Service du Recouvrement, 11 rue Louis Notari | (+377) 93 15 43 86 |
| 6 | Pratica datore di lavoro (solo se si assume) | Direction du Travail, Service de l'Emploi, 2 rue Princesse Antoinette | (+377) 98 98 19 86 |
La tappa 2 prevede un'eccezione che quasi tutte le guide ignorano: se l'autorizzazione riguarda un'attività professionale di natura civile o artigianale, oppure un ufficio amministrativo, non si è tenuti a iscriversi al Répertoire du Commerce et de l'Industrie. Un consulente, un architetto o un traduttore freelance passa quindi direttamente dall'autorizzazione ministeriale al NIS. Le attività commerciali in nome proprio depositano invece il modulo P1 al RCI; gli agenti di commercio rientrano in un registro speciale.
Il NIS rilasciato dall'IMSEE è il numero che identifica economicamente l'attività. È quello — insieme al numero RCI, quando esiste — che va indicato in fattura. A Monaco non esiste il SIRET, e riportare un identificativo francese su una fattura monegasca è un errore frequente e facilmente individuabile.
Il portale MonEntreprise raccoglie moduli e stato di avanzamento di queste pratiche, ma non le sostituisce.
Contributi: importi fissi, non percentuali
È la differenza meno compresa fra il lavoro autonomo monegasco e quello italiano o francese. I contributi non sono proporzionali al reddito.
Chiunque sia autorizzato a esercitare in nome proprio un'attività non salariata — artigianale, industriale, commerciale o liberale — deve aderire alla CAMTI (malattia) e alla CARTI (pensione) entro un mese dall'inizio dell'attività. Lo stesso vale per il socio accomandatario di una SCS, i soci di una SNC e il socio amministratore di una SARL.
- CAMTI — forfait trimestrale identico per tutti, fissato ogni anno con decreto ministeriale: 1.101 € a trimestre per l'esercizio 2025-2026. L'iscrizione decorre dall'inizio dell'attività, anche in assenza di incassi.
- CARTI — quattro classi, da 1 a 4 punti al mese. Dal 1° ottobre 2025: classe 1: 550,08 € · classe 2: 1.100,16 € · classe 3: 1.650,24 € · classe 4: 2.200,32 € a trimestre. Il punto CARTI vale 17,584 € dalla stessa data.
La classe si sceglie fra il 1° ottobre e il 15 novembre di ogni anno, con esercizio dal 1° ottobre al 30 settembre. Dopo il primo anno la classe 1 resta accessibile solo agli autonomi con reddito professionale medio inferiore a 3.014 € al mese. Dai 55 anni in poi si può salire di una sola classe per volta.
In termini di budget: un autonomo in classe 1 versa circa 6.600 € l'anno di contributi obbligatori, uno in classe 4 circa 13.200 €, qualunque sia il fatturato. Su un reddito modesto è un onere fisso pesante; su un reddito elevato diventa marginale. Il regime dei lavoratori dipendenti, molto diverso, è descritto nella guida alla previdenza sociale monegasca e nella scheda della CCSS.
Due assenze da tenere presenti: per gli autonomi monegaschi non esiste l'assicurazione contro la disoccupazione, e la CAMTI non copre l'infortunio sul lavoro come farebbe un regime da dipendente. Una polizza di previdenza privata e una responsabilità civile professionale restano quindi scelte individuali — si veda assicurazioni a Monaco.
Fisco: nessuna imposta sul reddito, ma IVA francese
Monaco non preleva imposte sul reddito delle persone fisiche. L'unica eccezione deriva dalla convenzione fiscale franco-monegasca del 18 maggio 1963, che mantiene i cittadini francesi nell'imposizione francese salvo residenza anteriore al 1957. Il quadro generale è illustrato nel sistema fiscale monegasco.
L'IVA, al contrario, si applica pienamente: la stessa convenzione del 1963 colloca il Principato nell'area IVA francese, con le medesime aliquote — 20%, 10%, 5,5%, 2,1% — gli stessi meccanismi di detrazione e le stesse soglie di franchigia. Registrazione e dichiarazioni sono gestite localmente dalla Direction des Services Fiscaux, 57 rue Grimaldi. Si vedano l'IVA a Monaco e la registrazione IVA.
Le soglie di franchigia sono quelle francesi — 37.500 € per le prestazioni di servizi e 85.000 € per le cessioni di beni, con soglie maggiorate di 41.250 € e 93.500 €. Questi importi sono stati oggetto di riforme successive, rinviate e poi rimaneggiate dal 2025: verificate la soglia in vigore presso la Direction des Services Fiscaux prima di impostare la fatturazione.
Infine l'imposta sugli utili (ISB), con aliquota del 25%, colpisce le attività industriali o commerciali che realizzano almeno il 25% del fatturato fuori da Monaco, oltre a quelle i cui proventi derivano da brevetti, marchi o diritti di proprietà letteraria e artistica. Un consulente con sede a Monaco che fattura prevalentemente all'estero rientra pienamente in questa valutazione: va chiarita con un commercialista prima di iniziare, non dopo. Si vedano la fiscalità d'impresa e la guida agli studi contabili.
Cosa valutare prima di partire
Il locale determina tutto. Senza un indirizzo professionale monegasco documentato non esiste pratica. È la prima spesa da mettere a budget, prima ancora dei contributi.
I costi fissi partono dal primo giorno. Forfait CAMTI e classe CARTI decorrono dall'inizio dell'attività, con o senza incassi. Una liquidità iniziale pari a due o tre trimestri di contributi non è prudenza eccessiva.
Il titolo è personale e legato all'attività dichiarata. Ampliare l'offerta, spostare l'ufficio o cambiare natura dell'attività richiede di tornare alla DDE — si veda modificare l'attività dell'impresa.
Se il progetto supera la dimensione dell'impresa individuale, il confronto con SARL e SAM è trattato in costituire una società a Monaco e le forme giuridiche a confronto.
Fonti: legge n. 1.144 del 26 luglio 1991 (Legimonaco); « Formalités d'enregistrement », Direction du Développement Économique, versione del 18 novembre 2025 (monentreprise.gouv.mc); Caisses Sociales de Monaco — classi di contribuzione CARTI al 1° ottobre 2025 e forfait CAMTI 2025-2026; CLEISS, regime dei lavoratori autonomi di Monaco; portale del Governo Principesco. Ultima verifica: settembre 2026.
Domande frequenti
Le informazioni fornite sono a titolo indicativo. Per le procedure ufficiali, consultare sempre le fonti ufficiali.
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